Discorso assemblea pubblica settembre 2016

Discorso assemblea pubblica settembre 2016

L’argomento in discussione in questa Assemblea, primo appuntamento cui seguirà,  prossimamente l’Assemblea Generale Straordinaria dei soci chiamata a deliberare alcune modifiche allo statuto, consultabili sul sito e sui social dell’Associazione, che consentano a Pra’ Viva una maggiore flessibilità  a fronte di un probabile mutamento nei rapporti con il Comune, fermo restando la presenza dei tre membri nominati rispettivamente due dal Comune e uno dal Municipio VII Ponente condizione imprescindibile pena la decadenza anticipata della Convenzione adeguamento del modello gestionale per la Fascia di rispetto alle nuove esigenze, che é oggetto, da tempo, di un confronto serrato tra gli addetti ai lavori, Comune, Associazione Pra’ Viva, le proprie associate.

Un tema posto dalla Civica amministrazione già nel 2009 con una Decisione di Giunta, 148/2009, con la quale veniva ribadito il concetto che l’intero affaccio al mare della Città, da Nervi a Vesima dovesse essere considerato un patrimonio della Città da valorizzare, riconducendolo ad una gestione unitaria e pubblica considerando, nel caso di specie, esaurita la fase gestionale propedeutica della Fascia di rispetto rappresentata dalla nostra esperienza.

Concetto ripreso sostanzialmente in una delibera di Consiglio Comunale del dicembre 2010 che ridefiniva i criteri di indirizzo nei rapporti da rinnovare tra Associazione e Comune per la gestione della Fascia e nello stesso capitolato della Convenzione sottoscritta nel 2012.

Da allora, per noi, un lungo cammino, sempre propositivo, condiviso puntualmente con le Associate e per quanto possibile con i singoli soci in occasione delle Assemblee Generali annuali.

Nel frattempo le realizzazioni previste dal Piano Operativo Regionale che hanno, seppur indirettamente, innalzato il livello di impegno e di  responsabilità palesando i limiti della nostra esperienza ed un progressivo e inquietante logoramento del tessuto associativo, la “pancia piena”, per così dire, evidentemente rende inclini agli egoismi e alla difesa dello status quo, in alcuni casi costi quel che costi, piuttosto che sensibili agli interessi generali, hanno contribuito a rompere gli indugi ed a superare perplessità residue, convincendo i più che una compagine gestionale più autorevole e rappresentativa degli interessi collettivi, in grado di far rispettare regole e impegni assunti, fosse una esigenza non più rinviabile.

Perché discuterne oggi?

Perchè allargare la discussione sul futuro gestionale di un compendio pubblico tanto importante per la Città, almeno al tessuto sociale di riferimento é un dovere imprescindibile, perché il confronto di merito con il Comune é finalmente uscito da una sorta di limbo rappresentato da discorsi sterili, fini a se stessi, con la costituzione, previa apposito provvedimento formale del Sindaco, di un tavolo tecnico interdisciplinare coordinato dal Segretario Generale del Comune, perché la richiesta di sdemanializzazione e/o riconsegna del compendio alla Città, condizione propedeutica ad ogni altra ipotesi, é finalmente ufficializzata presso gli enti competenti, perché l’eventuale individuazione di un nuovo modello gestionale è una scelta importante e  riteniamo debba essere il più possibile intesa e condivisa, perchè quali siano i diversi orientamenti é necessario siano esplicitati e discussi con franchezza e in trasparenza come si conviene a fronte di scelte fondamentali per il futuro della Fascia e di Pra’ Viva.

Una nuova fase, l’ennesima, sicuramente complessa, come peraltro le fasi precedenti che hanno accompagnato lo sviluppo dell’Associazione sino ad oggi, che stavolta, alla luce delle premesse di cui sopra e con uno sguardo al futuro prossimo, riteniamo Pra’ Viva non sia in grado di affrontare con l’attuale configurazione giuridico/organizzativa pur rimanendo un riferimento imprescindibile per un qualsiasi altro modello gestionale possa essere adottato.

Nasce in questo contesto l’ipotesi della Fondazione

Uno strumento giuridico senza scopo di lucro, che persone e/o Enti pubblici possono utilizzare per perseguire uno scopo ritenuto socialmente utile destinando al raggiungimento dell’obbiettivo un patrimonio, che può avvalersi di strutture logistiche ed organizzative così estese da includere migliaia di persone suddivisa in più livelli gerarchici, anche a livello di volontariato.

Nel merito vale la pena rilevare altresì la raccomandazione del legislatore circa l’assoluta opportunità di valutare, nel caso in cui esista una organizzazione operante prima della costituzione della Fondazione, quale ruolo devono avere le persone che la compongono, durante e dopo la fase costituente, in modo che le nuove cariche istituzionali e la nuova struttura organizzativa siano in grado di innovare senza perder competenze ed esperienze acquisite.

A questo punto alcune note, seppur sintetiche, sull’articolazione organizzativa di una Fondazione operativa riteniamo possano essere utili a meglio comprendere l’ipotesi in discussione

Gli organi di una Fondazione operativa, abitualmente, consistono in.

* Il  Comitato di indirizzo e di Controllo
* Il Consiglio di Amministrazione
* Il Presidente
* Il Segretario generale
* Il Collegio dei Sindaci Revisori dei Conti

 Il Comitato di indirizzo e di Controllo é composto da membri nominati dai soci fondatori, in numero stabilito in fase costituente, con criterio proporzionale rispetto ai diversi livelli di attribuzione patrimoniale.

Elegge al proprio interno Presidente e Vice Presidente nomina i membri del Collegio dei Sindaci Revisori e il Segretario Generale

E’ presieduto dal Presidente, si riunisce su convocazione scritta recante gli argomenti all’ordine del giorno stabiliti da quest’ultimo, delibera a maggioranza, in caso di parità il voto del Presidente vale doppio

Ogni carica attribuita è a titolo gratuito

Le attribuzioni del Comitato sono inerenti a:

* la definizione delle linee programmatiche della Fondazione
* le modifiche statutarie
* l’approvazione e la modificazione, anche su proposta del Consiglio di Amministrazione dei regolamenti interni per le diverse attività, la selezione di progetti ed iniziative inerenti le attività nonché quelli relativi alla migliore utilizzazione delle risorse
* la nomina e la revoca del Presidente, del Vice Presidente, dei membri del Consiglio di Amministrazione e di quelli del Collegio dei Sindaci Revisori
* l’approvazione del documento programmatico previsionale annuale recante gli obbiettivi, gli ambiti progettuali e gli strumenti di intervento, la relativa disponibilità economica, il bilancio consuntivo
* determinare, anche su proposta del Consiglio di Amministrazione, di programmi di attività pluriennali definendo, in linea di massima, obbiettivi, linee guida e priorità degli interventi
*determinare l’ammontare della quote annuali per l’utilizzo dei servizi
*definire le linee guida della gestione patrimoniale e della politica degli investimenti

Il Consiglio di Amministrazione

Il Consiglio e composto da membri nominati dai soci fondatori facenti parte del Comitato di Indirizzo e Controllo, anch’essi in numero proporzionale alle attribuzioni patrimoniali stabilito nell’atto costitutivo, più il Presidente della Fondazione che lo presiede e il Segretario Generale che partecipa alle adunanze senza diritto di voto, ha ogni potere di amministrazione ordinaria e straordinaria salvo che lo stesso non risulti espressamente riservato ad altro organo dalla legge o dallo statuto

La carica di consigliere é a titolo gratuito

Le competenze del Consiglio sono:

* predisporre il bilancio consuntivo, la relazione sulla gestione, il documento programmatico previsionale
* curare l’esecuzione dei deliberati del Comitato di Indirizzo

Il Consiglio può inoltre formulare proposte al Comitato di Indirizzo in ordine a:

*  modifiche statutarie
*  modifiche ai regolamenti afferenti le attività
*  programmi pluriennali di investimento
* la definizione delle linee generali di gestione patrimoniale

Il Presidente 

 Il Presidente é il rappresentante legale della Fondazione ed esercita tutti i poteri di iniziativa necessari per il buon funzionamento della stessa, convoca e presiede le sedute del Consiglio di Amministrazione con diritto di voto stabilendone l’ordine del giorno

Il Segretario Generale

Assicura la corretta gestione della Fondazione

Istruisce gli atti del Comitato di Indirizzo e del Consiglio Direttivo e/o di Amministrazione

Partecipa alle adunanze dei due organismi con funzione di verbalizzante senza diritto al voto

Assicura la corretta tenuta dei libri sociali

In questo contesto Pra’ Viva,  che riteniamo sia necessario debba continuare a svolgere la propria funzione di rappresentanza e sintesi delle attività svolte dai propri associati a tutela e garanzia del loro prosieguo, entra nel novero dei soci fondatori contribuendo alla patrimonializzazione della Fondazione con gli interventi operati su impianti e strutture nonché con tutte le opere realizzate sul compendio ad esclusivo onere dell’Associazione nell’ambito di progetti condivisi con il Comune, con un patrimonio cosi detto immateriale, previsto dal legislatore in casi come il nostro, rappresentato dalle esperienze, competenze e presenza costante e diffusa sul territorio derivanti da oltre un decennio di gestione diretta dell’esistente, con una struttura giuridico amministrativa identica all’attuale, con un propria Assemblea dei soci cui sarà demandata, oltre ai compiti statutari previsti, la prerogativa di nominare i propri rappresentanti negli organismi istituzionali della Fondazione

A livello operativo, considerato che nelle more della sdemanializzazione la CDM sarà intestata alla Fondazione e che la Convenzione con il Comune decade, fatta salva la verifica della sostenibilità giuridica dell’ipotesi, a Pra’ Viva non potrà che essere attribuito, individuando i criteri più opportuni, in nome e per conto della Fondazione, il compito di organizzare e coordinare la parte gestionale riguardante l’erogazione e la gestione dei servizi pubblici locali attinenti allo sport e al tempo libero, utilizzando le proprie associate, con l’opportuna autonomia, gestionale e finanziaria.

Un ruolo che l’Associazione ha dimostrato di essere in grado di ricoprire complessivamente in modo coerente con le esigenze collettive, da svolgersi nell’ambito di regole, criteri, tariffari per i vari servizi erogati, programmazione delle attività e quanto altro ritenuto necessario, stabilite dagli organi istituzionali della Fondazione mutuando, eventualmente, le clausole già individuate nella delibera di Consiglio Comunale 110/2010 sostituendo la Fondazione al Comune.

Per quanto concerne lo specifico delle attività nautiche lo specchio acqueo non é comunque sdemanializzabile, ed é essenziale che la CDM che lo riguarda rimanga in capo alla Fondazione con la stessa scadenza dell’attuale a garanzia di utilizzi rigorosamente regolamentati e di tempi di ammortamento congrui per gli investimenti che sono stati effettuati dagli associati in strutture di servizio alla nautica.

L’onere concessorio sarà interamente rimborsato dagli utilizzatori degli approdi e/o alaggi

La manutenzione del campo di regata per il canottaggio potrà essere delegata all’utilizzatore della parte a terra dell’impianto

La Fondazione inoltre gestirà direttamente tutti i contratti con aziende pubbliche e/o private per la fornitura di servizi  e utenze con criteri di imputazione dei costi e rimborsi da parte degli utilizzatori non dissimili dagli attuali, nonché tutte le attività, commerciali e non, presenti e future, sulla Fascia attribuendosi i relativi proventi, inclusi quelli derivanti dalle quote barca che saranno corrisposti direttamente alla suddetta

Questa é la nostra proposta, resa nota a tutti i nostri interlocutori, istituzionali e non, già dal 2011, una ipotesi che, fatta salva la sostenibilità giuridica e la volontà politica di ognuno, ha comunque un pregio: aderendo all’ipotesi di assumere nel merito della definizione di un nuovo modello gestionale “come primo obbiettivo di studio la creazione di una Fondazione” (delibera di consiglio Comunale 110/2010 e capitolato convenzione 2012) riconosce al Comune, palesemente socio di maggioranza della stessa, il ruolo che gli compete riservandogli la responsabilità prevalente in merito agli indirizzi e alla definizione delle linee strategiche necessarie a salvaguardare gli interessi diffusi e collettivi che rappresenta, liberando la Fondazione, a costo zero, di attività che comportano l’impiego rilevante di risorse, presenza ed impegno costante sul territorio.

Un riconoscimento alla struttura antecedente la costituzione della Fondazione che garantirebbe, oltre ché il prosieguo e lo sviluppo delle attività dell’Associazione, la necessaria sussidiarietà tra coloro che svolgono attività sul compendio, il mantenimento di equilibri delicati conquistati faticosamente e sufficientemente consolidati nel tempo, evitando insorgenze di problemi, sempre difficili da gestire nel passaggio tra una struttura giuridica all’altra, una garanzia di operatività, sperimentata nel tempo, per il futuro

 



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